LA STORIA
In un'atmosfera quasi fiabesca, ai piedi di uno dei
paesi dove il vino romagnolo la fa da padrone, è immersa Villa Prati,
splendida costruzione del Settecento,
gioiello di storia e tradizione dal lungo passato, immersa in un parco di querce
e tigli e adagiata sulle colline di
Bertinoro. L'ingresso della Villa è
scandito da un viale di tigli e cipressi:uno straordinario scenario ove i
signori amavano trascorrere l'estate e anche l'autunno.
La costruzione si sviluppa su tre piani sormontati da una torretta e da due ali
laterali. L'ampio salone all'interno, aperto sul parco dal finestrone della
facciata, occupa due piani della casa e la torretta del tetto. Degna di nota è
la maestosa vetrata del patio esterno della Villa che idealmente proietta
l'ampio salone sul verde del parco.
La decorazione delle stanze è tipicamente settecentesca. Il fascino della Villa
risiede però non solo nell'architettura ma anche nel parco, ricco di una grande
varietà di alberi.
La Villa
apparteneva alla Marchesa Paola Savorelli Muti-Papazzurri,
la cui madre fu l'ultima della famiglia Prati, stabilitasi a Forlì nel
secolo XVII, e della quale si ricorda Mons. Mercuriale Prati, vescovo di Forlì
dal 1784 al 1806, nel turbinoso periodo degli sconvolgimenti
napoleonici.
